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10 APRILE 2017 dalle ore 20.00

Guarani-Kaiow: la lotta per la terra in Brasile

Le comunità indigene sono la speranza dell'umanità nella salvaguardia della Terra. In tutto il mondo, alla conquista europea e all'imposizione dell'economia capitalistica e liberista sono seguiti lo sterminio delle popolazioni e l'accaparramento delle loro terre. Eppure i popoli originari continuano tenacemente a resistere, si oppongono alla profanazione dei luoghi sacri e allo sfruttamento delle risorse, e continuano a scontrarsi frontalmente con gli interessi delle multinazionali e dei governi.
Le popolazioni indigene zapatiste del Chiapas, le comunità mapuche in Cile e Argentina, il popolo palestinese e molti altri continuano a resistere al colonialismo e all'occupazione, con progetti di recupero della propria terra, della cultura, della storia nella costruzione e mantenimento dei propri percorsi di autodeterminazione.

In Brasile, la già difficile situazione delle circa 300 etnie indigene si sta ulteriormente aggravando con il governo Temer, il quale sta portando avanti l'ennesima offensiva contro i diritti delle popolazioni originarie. I legami tra proprietari terrieri, borghesia e rappresentanti dal potere esecutivo, legislativo e giudiziario, mettono a rischio i già scarsi diritti riconosciuti dalla Costituzione federale del 1988. Un terzo dei parlamentari che compongono il parlamento nazionale è direttamente legato al business agroalimentare e continua a smantellare la Costituzione, approvando disegni di legge e progetti di modifiche costituzionali.
Nel caso delle campagne brasiliane, secondo i dati dell'Istituto Nazionale di Ricerca (INPE) per l'anno 2015, la deforestazione in Brasile è stata intorno a 5.800 Kmq, che equivalgono a quasi tutto il territorio di Cisgiordania e Striscia di Gaza. Nel solo 2015, secondo i dati forniti dal Consiglio Missionario Indigeno (CIMI) 137 persone indigene sono state assassinate nel paese; 36 di queste nel territorio de Mato Grosso do Sul, in maggioranza Guarani-Kaiowá.

Il parlamento, come si evince dalla proposta di modifica costituzionale 215, ha intenzione di ridurre drasticamente i territori indigeni in Brasile, che passerebbero dal 13% attuale al 2,6%, il che provocherebbe ulteriore deforestazione, criminalizzazione e omicidi di persone indigene che vivono nei diversi territori. Le multinazionali e i signori locali utilizzano infatti “pistoleros” paramilitari per aggredire e scacciare gli indigeni dalle loro terre e dai loro villaggi.

Nel contesto di questo futuro incerto, il Cacique Guarani-Kaiowá Ládio Veron, figlio del Cacique Marco Veron, assassinato davanti alla sua famiglia nel 2003, vittima dell'azione dei latifondisti, sta viaggiando nel continente europeo con il preciso obiettivo di creare alleanze internazionali nella lotta dei popoli originari in Brasile, e ottenere sostegno e attenzione per la causa del suo popolo. In aprile sarà in Italia.
Ládio Veron Cavalheiro, il cui nome indigeno è AVÃ TAPERENDI, ha 50 anni ed è il cacicco della comunità Takuara; è uno dei rappresentanti della ATY GUAÇU (Assemblea Generale dei Guarani-Kaiowá) ed è professore di storia, essendosi laureato presso l'Universidade Federal do Grande Dorados. Attualmente vive come contadino nella sua comunità.

Si tratta di un'occasione rara per conoscere meglio il contesto del Mato Grosso do Sul e la strenua lotta per la sopravvivenza dei suoi abitanti originari. I Guarani vivono in una zona al confine tra Brasile, Argentina e Paraguay, divisi in tre gruppi linguistici; in Brasile ammontano a circa 47.000 unità.
Ben lungi dall'essere una questione esotica e lontana, l'oppressione e il genocidio dei popoli originari interroga noi cittadine e cittadini europei, consumatori di beni e risorse che arricchiscono grandi firme e grandi aziende che partono dai nostri paesi alla conquista rapace di enormi fette di territorio americano, africano e asiatico.

I governi e i trattati di libero commercio di nuova e vecchia generazione non fanno che legalizzare lo sfruttamento di persone e risorse a livello globale. Molte sono le multinazionali, tra cui anche imprese italiane, coinvolte in progetti estrattivi o di grandi coltivazioni che determinano conseguenze gravissime per l'ambiente, per la sopravvivenza di popoli originari, per la subalternità delle economie, con un processo di colonizzazione che prosegue nel tempo e nei secoli e che si basa sullo sfruttamento di risorse naturali e umane.

Di questo i governi e le economie del mondo, della nostra parte del mondo, sono responsabili.
Dinanzi alla vicenda del popolo Guarani, così drammatica e dolorosa, come a quella di tutti i popoli resistenti del mondo siamo chiamati a far sentire la nostra solidarietà, la nostra convinzione che chi resiste in nome dell'umanità non è solo, che la loro lotta è anche la nostra, che la lotta continua.
Per questo vi invitiamo a sostenere e partecipare all'incontro con il cacique Ladio che si terrà

Lunedì 10 aprile 2017 in Piazza Fontana angolo Largo dei Bersaglieri, Milano:
Ore 11.30 – Presidio e conferenza stampa con Ladio Veron (vicino al Consolato del Brasile dove una rappresentanza si recherà per la consegna di un documento).

Lunedì 10 aprile 2017 presso il Centro Sociale CasaLoca, viale Sarca 183, Milano:
Ore 20.00 – Cena a buffet di raccolta fondi per la resistenza del popolo Guarani-Kaiowà
(preceduta da Roda Capoeira Angola di benvenuto)

Ore 21.00 – Incontro pubblico con Ládio Veron e proiezione di materiali video



Per adesioni all'iniziativa (che stiamo continuando a raccogliere) e prenotazioni per la cena scrivere a info@casaloca.it o alla pagina facebook “Centro Sociale CasaLoca” (www.casaloca.it).

Adesioni: Associazione Ya Basta! Milano, Survival International, Plaza de los Pueblos, ItaNica Milano, Comitato Berta Vive Milano, Comitato Chiapas 'Maribel' Bergamo, PRC Milano, Argentinos para la Victoria ( ApV )...

Centro Sociale Casa Loca
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